Perchè investire in Bulgaria

Perchè un investitore straniero dovrebbe investire in Bulgaria?

Nel 2003 il PIL bulgaro è cresciuto del 4,3%, nel 2004 del 5,5%, nel 2005 del 5,2% per risalire nel 2006 al 6,1%, in sostanza è mediamente più di dieci volte maggiore che quello italiano. Crescita che potrebbe ulteriormente aumentare con l’entrata nell’Unione Europea.

A tale riguardo occorre ricordare che la Bulgaria, dopo aver concluso le trattative di adesione all’UE nel giugno 2004 con la chiusura degli ultimi 2 capitoli negoziali, il 25 aprile 2005 ha firmato il Trattato per l’ingresso nell’UE effettivo a partire dal 1 gennaio 2007. Il positivo risultato è da attribuire al turismo, al settore bancario e all’intermediazione finanziaria.
Il comparto più dinamico dell’economia sono i servizi. La struttura dell’economia si sta avvicinando sempre di più a quella italiana, con i servizi al primo posto come composizione percentuale del PIL.

Le agenzie di valutazione internazionali hanno migliorato i rating della Bulgaria rispetto all’anno precedente, promovendo i bond in valuta internazionale e i depositi bancari, in virtù di un’agevole gestione del debito estero del Paese, di una sostenuta crescita dell’economia bulgara e di un stabile volume degli investimenti esteri.

La Bulgaria rappresenta uno dei Paesi dell’Est che gode oggi di fortissime attenzioni da parte degli operatori economici stranieri. Il Paese sta difatti mostrando una grande disponibilità nel favorire l’investimento straniero. In particolare meccanica, chimica, turismo, ambiente, ecologia, infrastrutture, grandi opere e trasporti sono i settori di grande sviluppo.

La disciplina degli investimenti esteri in Bulgaria è contenuta in apposita legge 1992, ampiamente modificata nel corso del 1997. Essa tende alla creazione di un clima particolarmente favorevole agli investimenti. In particolare, la Bulgaria, se paragonata agli altri Paesi dell’Europa centrale ed orientale, presenta disposizioni molto favorevoli agli investimenti esteri diretti. Agli investitori stranieri è riconosciuto il trattamento accordato a quelli bulgari, non è prevista alcuna limitazione e sono inoltre accordate particolari agevolazioni: incentivi fiscali per progetti definiti come prioritari o all’interno di Zone Franche del Paese, esenzione da dazi doganali per i conferimenti di beni e macchinari, protezione dall’esproprio o nazionalizzazione, possibilità di trasferire liberamente profitti e capitali. Inoltre, eventuali restrizioni non si applicheranno per un periodo di dieci anni agli investimenti già in essere.

Gli incentivi previsti si traducono in una riduzione del 50% dell’imposta sul reddito societario per un periodo di 10 anni.

Durante il regime comunista tutte le aziende erano statali e l’iniziativa economica degli individui era di fatto proibita. Dopo la caduta del comunismo, a partire dalla Legge Commerciale del 1991, progressivamente modificata per rispettare le richieste dell’Unione Europea, la Bulgaria ha introdotto nella propria legislazione e disciplinato delle forme giuridiche del tutto analoghe a quelle esistenti in Italia. In Bulgaria è quindi possibile costituire: Società in nome collettivo; Società in accomandita; Società a responsabilità limitata; Società per azioni, Cooperative e Consorzi.

Negli ultimi anni la Bulgaria ha riformato significativamente la legislazione commerciale aumentando la fiducia sul rispetto dei contratti privati. Nel suo avanzato stadio di adesione all’UE, nonché in quanto da tempo membro della WTO, la Bulgaria possiede una normativa economico-commerciale sostanzialmente corrispondente a quella in vigore nei Paesi comunitari.
La legge che disciplina la materia è il Codice Commerciale approvato nel 1991, il codice contiene disposizioni sulle relazioni interne di una società, le loro relazioni con i terzi e sulle modalità di costituzione, scioglimento e liquidazione.